Borse, il quadro intermarket disegna un futuro preoccupante
Escrito 29/nov/1999 Por AleOne en La Banca siempre gana extraido de: ORIGINAL | Comentarios desactivados |
Gli investitori in cerca di porti sicuri hanno causato una brusca caduta dell’euro contro dollaro ed un deciso rialzo dell’oro. Per noi parlare poi dei bond governativi, con il Bund future salito a nuovi record storici, superando di slancio la soglia dei 130 punti. Ed è proprio analizzando il grafico del Bund che è possibile iniziare ad avanzare alcune ipotesi sull’andamento futuro dei mercati nel loro complesso, iniziare a tracciare un possibile quadro prospettico al quale l’investitore possa fare riferimento per supportare le proprie scelte.
Osservando il trend rialzista del Bund future dai minimi dell’estate 2008 si nota infatti come il mercato abbia disegnato negli ultimi anni due decise fasi di crescita, durate molte mesi, intervallate da due pause di minore durata. La seconda di queste pause è terminata il 6 agosto con il superamento dei precedenti massimi storici, quelli dell’8 luglio a 129,93 punti. Se, come sembra, il grafico si sta sviluppando all’interno di un canale rialzista, il prossimo target dell’ascesa si colloca in area 138/39 punti e potrebbe essere raggiunto non prima della fine dell’anno. Certo, la velocità con la quale si è realizzata la recente fase di crescita è stata tale che gli indicatori tecnici sono già sconfinati in zona estrema, in ipercomprato, tuttavia quella che gli indicatori potrebbero segnalare come imminente è probabilmente solo una fase correttiva, magari il classico “return move” a testare dall’alto i precedenti massimi storici, e non una vera e propria inversione al ribasso.
Per assistere ad un mutamento di trend in questo senso sarebbe necessaria la violazione della media mobile a 100 giorni, attualmente in area 127 punti, un ribasso che allo stato attuale delle cose appare poco probabile. Analogamente alla strada del Bund anche quella del dollaro contro euro appare segnata: il rialzo visto sul grafico dai minimi di giugno ha ritracciato infatti solo il 40% circa del ribasso visto dai massimi di area 1,52 di fine 2009. La quota critica oltre la quale sarebbe stato lecito ipotizzare un mutamento di quadro, l’avvio di una vera e propria tendenza favorevole all’euro, si colloca in area 1,3550, mentre sarebbero discese al di sotto di area 1,24 a segnalare la ripresa del ribasso grafico che potrebbe protrarsi fino ad interessare area 1,10 almeno.
Come conseguenza al ritorno di forza del dollaro anche l’oro si è ripreso rapidamente, tornando a quotare in prossimità dei massimi storici di giugno a 1264 dollari. Se questa resistenza verrà superata, ed i presupposti perchè ciò accada ci sono, l’oro potrà tornare a crescere all’interno del bel canale rialzista disegnato dai minimi di fine 2008, canale che proietta un target in area 1450 dollari almeno per il prezzo del metallo giallo. Solo la violazione dei 1158 punti, minimo di luglio con il quale è stato ritracciato il 50% del rialzo dai minimi di febbraio, potrebbe segnalare la ripresa del trend al ribasso ed indirettamente quindi il termine della fase di tensione sui mercati azionari.
I segnali più preoccupanti per le borse vengono da quei comparti ai quali erano state affidate le speranze di una crescita robusta, le banche e la tecnologia. L’S&P Banking index, indice delle principali banche Usa, dopo aver fallito per due volte a luglio il superamento del 38,2% di ritracciamento del ribasso dal picco di aprile, resistenza chiave in area 141, è sceso velocemente fino a tornare sui minimi di inizio luglio dai quali era iniziato il rimbalzo. Un po’ meglio di lui ha fatto l’Eurostoxx Bank, per adesso ancora ben al di sopra dei minimi di giugno, tuttavia incapace a superare con il picco di inizio agosto sia la linea ribassista tracciata dai massimi di ottobre 2009 sia il 61,8% di ritracciamento del ribasso da quegli stessi massimi, resistenze in area 210.
La mancanza di segnali risolutori da parte del comparto banche, quello che sia negli Usa sia in Europa ha maggiore necessità di riscatto dopo il crollo dai massimi del 2007, non può non essere motivo di preoccupazione. Ed analoga preoccupazione la alimenta il comportamento dell’indice Nasdaq, rappresentativo di quel comparto tecnologico che è di norma protagonista nelle fasi più decise di rialzo della borsa. L’indice high tech ha fallito per due volte, a fine luglio ed inizio agosto, il superamento della media mobile a 100 giorni, resistenza a 2310 punti circa coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di aprile. Solo la rottura decisa di area 2310 potrebbe ridurre i timori per il futuro ed alimentare nuove speranze di una ripresa duratura dei corsi.
Se invece le quotazioni dovessero cedere anche al di sotto del supporto critico dei 2050 punti, minimo di inizio luglio ma soprattutto 38,2% di ritracciamento (il primo significativo della serie di Fibonacci) relativo al rialzo dai minimi di marzo, il rischio di assistere ad una fase prolungata di ribasso per tutta la borsa diverrebbe molto elevato.
Borse, il quadro intermarket disegna un futuro preoccupante é stato pubblicato su finanzablog alle 00:00 di martedì 30 novembre 1999.
