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Unicredit: prospettive industriali di ampio respiro dal dossier Pioneer

Escrito 29/nov/1999 Por en La Banca siempre gana extraido de: ORIGINAL | Comentarios desactivados |

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Il titolo di Unicredit rimane incerto anche oggi a Milano, con performance lievemente sotto la parità e concreti pericoli di ritorni in zona 1,80-1,85 e di ulteriori affondi. D’altra parte agosto è un mese di volumi ridotti e i dossier che aspettano a Piazza Cordusio di essere chiusi sono numerosi. Il più discusso in questi giorni è probabilmente quello di Pioneer, l’ala risparmio del gruppo che gestisce oltre 185 miliardi di euro con un’offerta di 180 fondi e circa 2 mila persone al suo servizio. Si tratta di un asset che negli ultimi mesi il gruppo ha deciso di vendere o dare in gestione, possibilmente per intero, in maniera da rafforzarsi patrimonialmente.

Alessandro Profumo in merito è stato abbastanza chiaro: le dimensioni al momento non sono adeguate perché il futuro è di piccole boutique dell’eccellenza o di giganti globali e Pioneer si trova nel mezzo. Dare in gestione a qualcuno (a un leader del settore) quanto c’è in Pioneer è comunque un’opzione assai più industriale di una cessione tout court. Oltre e più che la valorizzazione degli asset (gli analisti calcolano in 3-4 miliardi di euro l’ammontare dell’operazione) quello che sembra interessare al manager è una prospettiva che renda il gruppo più competitivo grazie a un partner di rango. Questo consentirebbe in seconda battuta alla clientela globale di Unicredit di essere “ben servita” in un settore strategico come quello del risparmio gestito dove la competizione è ogni giorno più difficile.

Diversi fattori influenzeranno notevolmente ogni valutazione di prezzo. Intanto bisognerà capire cosa vuol cedere Unicredit: si parla di minorities, di quote anche di controllo o dell’intero pacchetto? Ci sarà uno spezzatino come ipotizzato da MF stamane? Una simile ipotesi sembra suggerire che alcuni investitori siano interessati ai soli asset americani (ma questo potrebbe non piacere a Piazza Cordusio).

Altro importante discorso riguarda la distribuzione: se Unicredit, come sembra, chiederà delle garanzie sulla distribuzione con dei vincoli pluriennali alla propria rete, allora il valore di Pioneer scenderà. Tutto rimane in forse e ieri il management ha precisato che nessuna decisione è ancora stata presa. Solo da settembre, come detto a maggio, si tornerà ad essere più operativi in merito a questa cessione o partnership che sia. Al momento comunque non c’è fretta, anche perché la congiuntura attuale non incoraggia particolarmente la cessione di questo genere di attività.

Natixis si è comunque detta interessata, altri concorrenti potrebbero essere Amundi e diverse sgr americane, le proposte sarebbero insomma numerose. Comunque sia, gli offerenti sono ancora ben lontani da offerte vincolanti o due diligence. Ma come sta Pioneer?

I dati ufficiali più aggiornati sono quelli della prima trimestrale di Unicredit che, però, si possono integrare con le rilevazioni mensili di Assogestioni che rivelano consistenti deflussi negli ultimi mesi, ma anche una crescita del patrimonio: si tratta di dati che misurano solo una parte limitata, anche se importante delle attività dell’asset manager: quella italiana che pesa per circa il 50% sul totale.

In effetti i dati complessivi di Pioneer del primo trimestre indicano, a perimetro completo, afflussi positivi per 2 miliardi di euro soltanto in Italia e una raccolta da 2,7 miliardi in totale. Il patrimonio da 185 miliardi a fine giugno risulta sostanzialmente invariato rispetto al dato di marzo consultabile sul sito della società. Nel primo trimestre il rapporto cost/income è in miglioramento e con esso la redditività. Di certo, visto il preponderante peso dell’Italia, l’allargamento della compagine sociale a un gruppo straniero potrebbe portare benefici anche alla clientela di Unicredit che è di fatto internazionale.

Fondata nel 1928 da Philip Carret Pioneer è stata la prima società di gestione a proporre fondi comuni di investimento in Italia, entrata nel perimetro di Unicredit nel 2000, adesso si trova davanti nuove sfide. Comunque vada è probabile che passino ancora per Piazza Cordusio per qualche anno almeno.

Unicredit: prospettive industriali di ampio respiro dal dossier Pioneer é stato pubblicato su finanzablog alle 00:00 di martedì 30 novembre 1999.


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